RUGBY E ALIBI

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PSICO ROVIGO RITORNA
UNA SCONFITTA E TUTTI VANNO IN CRISI


di Umberto Nalio
Foto di Stefano Teneggi


Il turno numero 11 del campionato di Eccellenza ha scatenato attorno ai rosso blu atti di malumore che hanno dell’incomprensibile.

Da una parte le mamme si schierano a favore dei figli, quasi fossero bisognosi di coccole, mentre per le prestazioni fornite meriterebbero solo sculaccioni.

Dall’altra c’è chi in via Alfieri si sente offeso da termini da me usati nel chiudere la diretta dal Pacifici.

Parole come”ridicoli e vergognosi”, scritte dopo la profonda delusione per una gara che ha visto il Rovigo attonito spettatore, incapace di superare la metà campo avversaria; cosa avvenuta di rado e solo grazie agli errori avversari.

Aggettivi a mio avviso appropriati dopo ottanta minuti di noia, sofferenza e delusione per quel gruppo di tifosi giunti in riva al Piave carichi di speranze.

Termini che sono anche insufficienti a definire la farsa finale della mancata trasformazione di una meta; quella di Chillon che l’arbitro ha concesso molto generosamente, considerato che al numero nove rosso blu il pallone era caduto di mano a 20 cm dal manto erboso.

Calcio non piazzato con la speranza di poter segnare subito una meta, agguantando due punti invece di uno.

Ma come si poteva pensare, dopo due tempi di non gioco dei bersaglieri, che potessero bastare trenta secondi per andare a marcare una meta?

Inoltre alcuni hanno affermato che dalla panchina non ci si fosse resi conto che i punti di distacco erano otto, pensando a solo sei e quindi puntando addirittura alla vittoria finale.

Se così fosse la cosa sarebbe ancora più grave e, concedetemelo, maggiormente ridicola.

Inoltre ieri, domenica, ho avuto modo di parlare con diversi giocatori e nessuno di loro si è sentito offeso per quelle parole;
anzi hanno molto intelligentemente riconosciuto le loro colpe, definendo casuale la deludente prestazione.

Purtroppo si è presa una cattiva abitudine.
Quella di cercare, dopo una brutta sconfitta, colpe da addossare a destra e a manca.

A metà dello scorso campionato non si è esitato a cacciare Filippo Frati che, non dimentichiamolo, era primo in classifica con 29 punti, in coabitazione con il Calvisano.

Quest’anno invece si cercano capri espiatori fuori dal Battaglini.
Eppure i numeri parlano chiaro.

Il Rovigo è terzo dopo 11 turni, con 5 punti in meno della precedente stagione, con all’attivo 318 punti segnati a fronte di 228 subiti; le Fiamme Oro di Umberto Casellato sono al sesto posto, ma hanno subito solo 212 punti.

Ma non sarebbe più sensato fare analisi intelligenti: chi ha costruito la rosa, chi guida la squadra? chi scende in campo?
Possibile che le negatività si verifichino solo per colpa di chi scrive?

Ma forse sto pretendendo troppo.


RUGBY SAN DONA ROVIGO VERSIÓN SUDAMERICANA

AN ANSWER TO A KIND ENGLISH MADAM


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