Il Galles e Rovigo 2019

Il Galles e Rovigo 2019

GALLES E ROVIGO: COME IL RUGBY HA UNITO IL DESTINO DI UNA CITTÀ E UNA REGIONE APPARENTEMENTE DIVERSE.

Il Galles e Rovigo.


di Silvia Malanchin.
Nella foto: Caernarfon Castle, Gwynedd, Wales


Dopo il primo turno del torneo 6 Nazioni, dove l’Italia ha giocato contro la Scozia, è la volta, per la nostra nazionale, di giocare all’Olimpico, contro la squadra attualmente classificata terza nel ranking mondiale: il Galles.

Scrivendo la tesi di laurea mi sono accorta che, questa regione del Regno Unito ha molto in comune con una provincia della regione Veneto, ossia Rovigo.
Quindi ho deciso di provare a parlarvene iniziando a raccontare di come il rugby approdò in Galles.

Grazie al processo di immigrazione avvenuto intorno agli anni 50 del 1800, tantissimi inglesi si trasferirono nel Galles del sud per cercare lavoro. Fu proprio grazie alla loro migrazione che il Galles conobbe il rugby, insegnato ai gallesi dai ragazzi che avevano frequentato i college e le università britanniche. Ecco allora che, se in Inghilterra, il rugby era seguito soprattutto dalla middle-class (la classe media), in Galles esso fece breccia nel cuore della working-class (composta da persone semplici, che lavoravano nelle fabbriche).

E qui, non si può non fare un paragone: Anche a Rovigo, a differenza di Padova, dove il rugby era giocato dagli universitari, questo sport coinvolse i ragazzi di San Bortolo, un gruppo di giovani amici che non andavano all’università.

Nel 1905, il Galles ottenne una vittoria importantissima: fu la prima nazionale del Regno Unito che riuscì a sconfiggere gli All Blacks. Questa vittoria molto sentita fu l’occasione, per molti tifosi, di far crescere lo spirito nazionalista (inteso come sentirsi parte di una Nazione soprattutto a livello culturale).

Da allora il rugby iniziò a far parte della cultura gallese: si parlava di questo sport nei pubs, ai parchi, nei quotidiani, nelle piazze. Ciò accade ancora a Rovigo, dove da sempre il rugby è stato tema di discussioni sul “Listòn” (in piazza Vittorio Emanuele II).
Un po’ come in Galles, oggi, chi si aggira per Rovigo, trova sempre dei riferimenti al rugby: dal gruppo di persone che ne parlano al bar, ai giornali cartacei e non, dove qualche articolo è sempre presente, fino ad arrivare ai grandi manifesti che invitano le persone a vedere una partita.


Il Galles e Rovigo


Sin dagli inizi, il rugby, in Galles, è stato praticato come un amateur sport (sport amatoriale), dove i giocatori erano tutte persone gallesi che giocavano più per prestigio ed orgoglio nazionale che per soldi.
La maggior parte dei giocatori lavorava, e in occasione delle partite i datori di lavoro davano loro il giorno per stare a casa, poiché sapevano che il profilo del giocatore era molto importante.

Essi erano pagati con appartamenti, macchine e vestiti almeno fino agli anni ’70 del 1900 quando, anche in Galles questo sport iniziò ad essere composto da professionisti, i quali non sempre erano di nazionalità gallese.

Mentre stavo traducendo queste informazioni, mi è sembrato di viaggiare nel tempo. Agli inizi, anche i giocatori, facenti parte del Rovigo, erano tutti rodigini, soprattutto del quartiere San Bortolo e anche loro all’inizio giocavano per passione, amicizia, divertimento e orgoglio.
Anche loro lavoravano, grazie ai posti che la società trovava e ancora adesso, la società offre loro macchine ed appartamenti per chi non è di Rovigo.

Un’ altra caratteristica che accomuna Il Galles a Rovigo sono i tifosi, chiamati in inglese non fans, bensì supporters, poiché erano sempre al seguito della squadra, sia che si giocasse in casa, sia fuori casa, anche durante il 5 Nazioni. Ecco allora che anche i tifosi del Rovigo possono esser chiamati supporters.

Hanno sempre seguito la squadra: Dall’ occupare un intero treno per dirigersi a Roma, il 28 maggio del 1988, per la finale con Treviso, a quando si gioca la Continental Shield (coppa europea) dimostrando il sostegno anche quando la squadra ha le partite all’estero.

A dire il vero però, Rovigo ha un legame molto più forte con il Galles. Nel 1977 a Rovigo arriva un nuovo allenatore: Carwin James, colui che nel 1979 allenò la squadra che vinse il nono scudetto.



Possono, quindi una cittadina del Polesine ed una regione britannica, apparentemente molto diverse sul piano culturale, avere così tanto in comune?

Assolutamente si! E questo articolo ne contiene le prove!!
Per entrambi, il rugby è stato simbolo di identità, di orgoglio, di fama, di crescita e di unione.


Il Galles e Rovigo


Rugby Petrarca Rovigo EPCS 2018 2019 – Galleria 1

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