Provo a dire la mia

Provo a dire la mia

NON BASTANO COLORI GLORIOSI PER….

Provo a dire la mia – Ravanelli


RICEVIAMO E PRONTAMENTE PUBBLICHIAMO


Non bastano colori gloriosi, servono competenze e tanta passione.

Provo a dire la mia…
Nello sport italiano il ruolo del volontariato ha da sempre assunto una particolare e vitale importanza.

Soprattutto in questo ultimo periodo, il volontariato sportivo si è trovato a dover affrontare sempre maggiori difficoltà, che ne hanno innalzato le responsabilità, spostando particolarmente la sua attenzione verso gli adempimenti burocratici e fiscali, indispensabili per la vita di una società sportiva.

Tutto ciò ha portato inevitabilmente a diminuire l’attenzione e il tempo da investire sugli aspetti veramente elettivi dell’attività sportiva, quali:

  • la partecipazione,
  • la motivazione e la formazione dei Dirigenti, degli Atleti, dei Tecnici,
  • la diffusione dei valori e della cultura dello sport,
  • l’organizzazione societaria
    (organigramma dirigenziale, tecnici, atleti),
  • l’organizzazione delle attività
    (prima squadra, attività del settore giovanile e giovanissimi).

Il successo di una società sportiva poggia, non solo sulla quantità di risorse finanziarie, ma soprattutto sulla qualità delle risorse umane.

Negli ultimi anni società sportive con maggiori risorse finanziarie hanno fallito, o quasi, i loro obiettivi e Rovigo ne è un esempio,

1 scudetto in 30 anni,

mentre altre, che hanno potuto fare leva su un gruppo di persone più motivate e in grado di coordinarsi, hanno avuto più successo, e in particolare nel settore giovanile.

Le società sportive, in special modo a livello giovanile, hanno bisogno di dirigenti capaci di creare sinergie, di prendere delle decisioni, di creare entusiasmo, di trovare la strada giusta per raggiungere il successo.

Per successo non significa vincere un campionato o una competizione, ma essere in pace con se stessi, sicuri di avere dato il massimo per raggiungere gli obiettivi prefissati.

E’ questa una “mission” importante, che esige strategie impegnative, coraggiose, che ha bisogno di strutture solide e ben organizzate, di persone competenti, entusiaste e motivate.

Il dirigente di una società sportiva a livello giovanile deve essere professionale al massimo, deve acquisire progressivamente esperienza, deve conoscere bene il mondo dello sport e le persone che vi gravitano attorno.

Un passaggio importante nel miglioramento della professionalità del dirigente è costituito dalla presa di coscienza che non è solo lui ad influenzare la società, ma è anche la società che cambia il dirigente.

Questo processo è definito empatia, cioè la capacità di sentire le emozioni e i sentimenti provati da un’altra persona. Questa è un’abilità che molti dirigenti pensano di possedere, ma che raramente provano a verificare. Quindi, soffermarsi sui colori gloriosi di una squadra non basta a fare grande una società.

C’è bisogno di un cuore pulsante, di competenze, di essere motivati…. e questo lo puoi ritrovare anche, soprattutto direi, nelle persone che hanno vestito la maglia da gioco, con onore, sacrificio ed abnegazione.

Senza queste opportune attenzione il rischio è di costruire un edificio senza fondamenta solide, una società senza un identità, e chi è del mestiere sa perfettamente che non puoi plasmare una società o una squadra se non si conosce la sua storia.

Graziano “Hamrin” Ravanelli.

Il rugby consiste nel delegare al corpo alcune delle più elevate virtù dell’animo.


Provo a dire la mia – Ravanelli


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