Gavazzi

IL PRESIDENTE GAVAZZI ED IL PERCORSO DEL RUGBY

Domandiamo al presidente Gavazzi di delineare il suo impegno alla guida della FIR.

Cercando di intuire l’aria che tira, o sperando di intercettare i piani federali per il prossimo quadriennio, è necessario partire da quello che il presidente Gavazzi pensa dei punti cardine del suo mandato.

In questa fase post elezione, post test match e post coppa europea diventa necessario non perdere terreno nei confronti di altre realtà nazionali che crescono, apparentemente, a velocità superiori alla nostra.

Siamo una realtà matura che deve già darsi una rinfrescata?
o siamo una eterna incompiuta?

Ho cercato di capirlo ponendo dei quesiti elementari che dovranno trovare una rispondenza nel prossimo futuro.


Come ha accolto la notizia dell’archiviazione del procedimento a suo carico da parte della procura generale dello sport e, nonostante se lo aspettasse, quale spinta potrà dare all’attività futura di presidente?

Intanto parliamo di indagine, non di procedimento. In ogni caso ho sempre seguito le regole dettate dal CONI, ero sereno circa la risoluzione della vicenda.

Passando al rugby giocato, visti i risultati dei test match di novembre quale bilancio è possibile tracciare in vista del prossimo 6 Nazioni?


Non facciamo pronostici. Con O’Shea abbiamo iniziato un percorso, puntiamo al lungo termine: certo, togliendoci qualche soddisfazione strada facendo. Penso alla vittoria con il Sudafrica, indimenticabile.

Dal punto di vista mediatico l’affluenza agli stadi e l’audience hanno sofferto della mancanza di risultati degli ultimi anni?

Non direi: i dati del botteghino sono sempre in crescita, in particolare per il 6 Nazioni, un evento nell’evento. E con Discovery abbiamo riportato il Torneo in chiaro, alzando sensibilmente l’audience rispetto al quadriennio con Sky Sport, che ha fatto un grande lavoro ma ha ovviamente il limite naturale del pay.

In ambito europeo le due franchigie sembrano soffrire un po’ troppo, quali correzioni si dovrebbero mettere in atto?

Anche qui è stato avviato un percorso. Quando sono divenuto Presidente FIR e Treviso erano agli antipodi, oggi collaboriamo a stretto contatto ed Antonio Pavanello, il DS della Benetton, è nel board di PRO12.
Sicuramente, dal punto di vista della competitività, bisogna migliorare: l’aria positiva della Nazionale può essere d’aiuto.

Qual è l’importanza strategica della Qualyfing Competition per la Challenge?
E quale beneficio avrebbero dovuto riceverne le squadre italiane che vi hanno partecipato?

Confrontarsi sulla scena europea è sempre fonte di prestigio, penso che questo sia inequivocabile. Inoltre, credo sia d’uopo ricordare che l’Eccellenza costituisce per FIR una tappa fondamentale del processo di formazione dei giovani giocatori italiani ed anche in tal senso la possibilità di un confronto extra-nazionale è importante: è opportuno che anche alcune Società di Eccellenza prendano più seriamente questa competizione.

Le Accademie si stanno dimostrando veramente come fonte primaria di giocatori per l’Alto Livello?

Accademie e Centri di Formazione costituiscono una parte fondamentale di quello che riteniamo sia il progetto tecnico più idoneo per il nostro movimento per lo sviluppo del nostro alto livello. Non sono io a dover dire se questo modello sia giusto o meno, ma voglio ricordare che World Rugby, in occasione delle proprie visite di valutazione, ha espresso un giudizio altamente positivo del nostro sistema formativo.

Cosa consiglierebbe, ad ogni club, per essere visibile attraente e sostenere il movimento?

Di aderire e fare proprio Rugby per Tutti, il nuovo strumento che il settore tecnico mette a disposizione di tutte le Società affiliate per sostenerle nello sviluppo dell’accoglienza, del reclutamento, della fidelizzazione dei tesserati e delle loro famiglie.
Dai 25.000 tesserati di inizio millennio agli oltre 110.000 di oggi siamo cresciuti, peraltro in un momento di flessione generale di praticanti delle altre discipline, ma la cultura del nostro sport in Italia può e deve radicarsi sempre di più.


Ad onor del vero le risposte, ricevuto dal presidente Gavazzi, aprono la porta a tantissime altre domande ma attendiamo i vostri commenti scrivendo a social@polesinerugby.com

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