Il Commento Rugby Rovigo Firenze 2018 2019

Il Commento Rugby Rovigo Firenze 2018 2019

Profondo Rosso, Profondo Blu.


Il Commento Rugby Rovigo Firenze 2018 2019


di Maurizio Maione
Giacomo Biffi, ex Bersagliere, MOM di giornata nella foto della Rugy Rovigo.


Oltre ad essere due titoli di film sono anche la situazione attuale della Rugby Rovigo che scivola al 6 posto perdendo in casa contro i Medicei (fino a ieri al decimo posto su 12!) in una partita equilibrata che se è vero si è definita all’83° aveva visto gli ospiti in viola spesso in vantaggio e comunque sempre in partita.

Un campionato questa prima edizione del Top 12 italiano in cui, a poche conferme rispetto allo scorso anno, come Padova, Fiamme Oro e molto meno Calvisano, seguono prestazioni scialbe di altre formazioni, come Rovigo, e qualche sorpresa Mogliano e ValoRugby Emilia lo scorso campionato relegate al ruolo di squadre cuscinetto.

In termini assoluti un campionato che cambia di “padroni” cioè di squadre che danno l’impressione di poterlo conquistare è sempre un bel segnale. Poi se questo cambio dei vertici è più il frutto di un abbassamento del livello complessivo del gioco quando se non addirittura, di scelte suicide da parte della dirigenza di qualche squadra (come ad esempio quella che ha dato spunto al titolo di questo post) è un tema che merita ampia discussione.

Io personalmente credo che anche con queste evidenti tare, il Top 12 alla fine si sta rivelando meglio e un po’ più interessante delle precedenti edizioni a 10 squadre in cui, ormai da 5 anni a questa parte, il campionato era diviso in tre gruppi:

  • Calvisano e Rovigo,
  • un gruppetto di poche squadre che si giocava i due altri posti nei play off
  • le comparse.

Certo che il Top 12 sia la soluzione dei problemi del rugby italiano di alto livello è una parola grossa. Diciamo che si vedono dei barlumi di speranza sui quali si potrebbe lavorare sia per alzare la competitività complessiva che per ridurre il livello di tasso tecnico che c’è ancora fra le diverse squadre. Sono interventi importanti e di sistema che dovrebbero stare a cuore a tutti e alla Federazione in prima battuta perché riguardano questo sport nel suo complesso.

Dalla prospettiva più limitata che si ha sotto le due torri del centro di Rovigo la situazione non è da stare allegri. Più di qualcuno inizia a pensare che gli errori, le scelte o le non scelte di questa estate ormai è troppo tardi per recuperarle.

In molti pronosticano un campionato “di mezza classifica” che tenendo fuori i rossoblu dalla zona play off, quasi una bestemmia dopo un diritto acquisito sul campo per diverse stagioni, permetta di diradare le nebbie che rendono impossibile mettere a fuoco i veri problemi e, una volta visto che “il Re è nudo”, porvi rimedio.

Con la classifica così corta e il tasso tecnico delle prime della classe piuttosto livellato può succedere ancora di tutto e possiamo ancora sperare di vedere i bersaglieri fra i primi 4 a fine stagione che si contendono lo scudetto.
Ma anche questa possibilità non deve distrarre dall’attuale grave livello di crisi che si è manifestato da queste parti.

Non lo merita la tifoseria, non lo merita la città e non lo meritano i giocatori, giovani o bandiere che siano.
Speriamo che, come nei gialli di Dario Argento, un qualche pianista stralunato riesca a risolvere il caso!


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